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All’IISS Leonardo da Vinci di Cassano delle Murge riflettori puntati sulle imprese green

istituto leonardo da vinci cassano

Continua senza sosta la campagna di formazione di Go Green Apulia, Go!: il team è tornato a far visita a Cassano delle Murge, e in particolare, in questa fase, ha coinvolto le classi terze dell’IISS “Leonardo Da Vinci”, dove ha illustrato il mondo dei green jobs.

L’obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza dei più giovani sulle opportunità, le competenze e i profili richiesti dalle professioni verdi, di stimolare la loro creatività, individuale e collettiva, le loro idee e quindi di orientarli verso percorsi di imprenditorialità in campo ambientale, attraverso l’incontro diretto con alcune realtà locali che investono in sviluppo sostenibile e in ricerca, al fine di essere sempre più competitive sul mercato ma senza perdere i propri valori fondanti.

 

Tra gli esempi concreti ed innovativi di “economia circolare”, presentati nel corso dell’incontro, il caso dell’imprenditore cassanese Ivan Aloiso, Amministratore Unico di Majra Moda Maglierie Srl, che ha esposto il suo progetto di maglieria con filati e tessuti ecologici al 100%.

 

Virtuosa anche la realtà imprenditoriale di Lucio Lanzolla, vice presidente di una storica azienda del barese, l’Oleificio Sociale di Cassano, che sta puntando in maniera decisiva alla green economy,

che lui stesso definisce «vera rivoluzione industriale del momento», attraverso l’agricoltura sostenibile. Lanzolla segue da vicino la produzione aziendale e mette a disposizione dei clienti l’esperienza dei tecnici, affinché li aiutino ad ottenere prodotti di qualità ed ecosostenibili. Numerosi, inoltre, i progetti che puntano a fare degli scarti di produzione, risorse da riutilizzare.

Degna di nota anche l’Associazione Ferventazione, di Eustachio Racano, impegnata nel recupero del Cece Nero di Cassano delle Murge, e che mira alle piccole produzioni degli agricoltori per ottenere il legume senza buttare via nulla, nel ciclo che porta dalla raccolta al confezionamento, riutilizzando anche la farina per produrre taralli. Ma questo è solo l’inizio di un percorso virtuoso, perché all’orizzonte vi è anche la prospettiva di produrre pasta al cece nero.

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