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All’Istituto alberghiero Aldo Moro di Trani la campagna di formazione targata GGAG

Istituto Alberghiero di Trani

La campagna di formazione del progetto “GGAG – Go Green Apulia, Go!” di Legambiente Puglia, realizzato nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Giovani per il sociale”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile, ha portato i green jobs pugliesi all’Istituto Alberghiero – I.I.S.S. Aldo Moro di Trani.

Qui i volontari di Legambiente, Loredana D’Ambrosio e Giuseppe Cilli, hanno illustrato ai ragazzi il concetto di green economy come una chiara visione di futuro e attivatore di energie giovanili, perché la sostenibilità può essere una grande opportunità di lavoro e può diventare il modo per esprimere i propri valori e il proprio legame con il territorio, con la nostra Terra.

A rafforzare questo forte messaggio è intervenuta la giovanissima imprenditrice altamurana, Rosa Tortorelli che, insieme alla sorella Paola, gestisce l’azienda di famiglia, la Masseria Castelli.

Al di là del grande valore storico della struttura, dei seminativi condotti in modo biologico e della fattoria didattica, fra cui un agriturismo che aprirà nel prossimo futuro, Masseria Castelli vanta un importante allevamento di una preziosa razza ovina locale, la Pecora Altamurana, nota anche come Pecora Moscia, un tempo famosa per la sua pregiata lana oltre che per la produzione di latte che, sebbene prodotto in scarse quantità, è di ottima qualità.

Proprio la lana di questa specie di pecora viene lavorata da Rosa e Paola che, da rifiuto speciale, la trasformano in una risorsa, facendola diventare anche una ragione d’impresa per l’azienda. Dalla lana, infatti, nascono sciarpe, cappelli, indumenti, bambole contadine e bomboniere singolari.

A dimostrare la vitalità di una realtà giovane e intraprendente, che ha fatto della green economy la sua mission, vi è pure una collaborazione con l’Università degli Studi di Bari finalizzata alla tutela, conservazione e valorizzazione della razza ovina locale, a conferma che in Puglia “agricoltura sostenibile” vuol dire futuro.

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